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Lug 2026

La diaspora marocchina protagonista per lo sviluppo sostenibile

Costruire una passerella, un punto di aggancio solido e strategico, tra le due sponde del Mediterraneo, trasformando la migrazione in un’opportunità di sviluppo condiviso. È questo lo spirito di Passerelles, il progetto cofinanziato dall’Unione Europea che ha fatto tappa a Verona per una giornata di formazione rivolta alle associazioni della diaspora marocchina nel Nord Italia.

L’iniziativa, promossa da Progettomondo, punta a rafforzare il ruolo delle comunità marocchine presenti in Europa, come protagoniste di progetti di sviluppo sostenibile nei territori di origine, mettendo in rete competenze, relazioni ed esperienze maturate all’estero.

«Il progetto nasce per costruire ponti», spiega Sofia Zecchini, amministratrice Paese di Progettomondo. «Ogni anno circa diecimila persone marocchine lasciano il proprio Paese per raggiungere l’Europa. Il nostro obiettivo è creare collegamenti tra chi vive ancora in Marocco e le associazioni della diaspora presenti in Europa, mettendo al centro competenze, conoscenze e sviluppo sostenibile».

Le associazioni partecipanti stanno seguendo un percorso per imparare a progettare iniziative di co-sviluppo che potranno poi essere finanziate nelle regioni marocchine di Beni Mellal-Khénifra, Souss-Massa e Oriental.

«Non si tratta soltanto di integrazione», aggiunge Zecchini. «L’obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sociale del Marocco, con strumenti di sviluppo strutturale ben lontani dall’assistenzialismo».

“Sono state mappate, contattate e coinvolte associazioni della diaspora marocchina in un percorso di progettazione dedicato al co-sviluppo con il Marocco”, fa presente Youssef Moukrim, Liaison Officer di Passerelles per Progettomondo. “Dietro questa partecipazione c’è stato un importante lavoro di ascolto, costruzione di relazioni di fiducia e dialogo. Ogni associazione rappresenta una storia, una rete e un patrimonio di competenze preziose. L’obiettivo è mettere queste esperienze in connessione, affinché la diaspora sia riconosciuta non solo come una comunità residente all’estero, ma come un vero attore della cooperazione internazionale e dello sviluppo territoriale”.

Ad aprire la giornata è stato il console generale del Regno del Marocco a Verona, Abdelilah Nejjari, sottolineando il contributo della comunità marocchina alla società italiana.
«I marocchini in Italia sono tra i principali contribuenti dell’INPS e danno un contributo straordinario alla vita economica e sociale del Paese”, ha detto.

«La comunità marocchina è presente nel nostro Paese fin dagli anni Novanta, con contributi importanti al sistema economico e previdenziale italiano», ha ribadito  l’assessore ai Diritti umani, Jacopo Buffolo, sottolineando il valore del confronto interculturale. «Siamo chiamati a ragionare su come la nostra società stia diventando sempre più multiculturale e su come la cooperazione internazionale possa rappresentare una passerella verso l’altra sponda del Mediterraneo, così vicina all’Europa nella storia eppure spesso percepita come lontana. Costruire relazioni concrete di prossimità significa abbattere le paure generate dalla mancanza di conoscenza reciproca».

La giornata è stata dedicata soprattutto alla formazione tecnica delle associazioni marocchine, che potranno candidare progetti nell’ambito di Passerelles insieme alle altre associazioni in formazione anche in Francia e in Belgio grazie alle associazioni partner. Solo 12 progetti potranno essere finanziati con una cifra di 12.500 euro ciascuno.

«Molte persone si sentono escluse dal sistema. Viviamo una fase di profonda trasformazione sociale che spesso non viene riconosciuta», fanno notare Bouchra Gzouly e Noura Amzil, dell’associazione Alternativa di Bergamo, che nella formazione hanno evidenziato la necessità di creare nuovi spazi di partecipazione. «Dobbiamo valorizzare soprattutto i giovani, il cui potenziale è ancora troppo sottovalutato. Il dibattito nato attorno alla nazionale di calcio marocchina su come rappresentare il Paese di origine, da cittadini italiani che non sono riconosciuti come tali, evidenzia le lacune sul tema dell’identità, una sfida sociale che va affrontata con strumenti concreti e orizzonti raggiungibili».

Per Kawtar Badrane, presidente dell’associazione Agami di Bassano del Grappa, ogni giorno chi vive tra due culture svolge naturalmente il ruolo di ponte. «La nostra identità ci porta continuamente a collegare due mondi. Giovani e donne hanno enormi potenzialità sia in Italia sia in Marocco. Le idee ci sono, ma servono strumenti concreti e istituzionali per trasformarle in progetti».

Moussaid Ayoub, dell’associazione InMente Itaca, ha illustrato il contributo della propria realtà associativa, impegnata nella promozione dei diritti e nell’utilizzo del teatro sociale come strumento di partecipazione e formazione.

Passerelle coinvolgerà associazioni della diaspora marocchina in Italia, Francia e Belgio attraverso un percorso di formazione, accompagnamento e successivo finanziamento dei migliori progetti, invitando a ripensare la migrazione come circolare e regolare, capace di generare scambio di competenze e nuove opportunità.

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