“Non sono le cortine che salvano i popoli, ma la solidarietà, la comunicazione, l’avere un bene comune da coltivare”.
Enzo Melegari
Era il 27 febbraio del 1966 quando, nero su bianco, venne formalizzata la nascita dell’allora MLAL, Movimento Laici America Latina. Come evidenziava l’acronimo, si trattava inizialmente di fornire una rete d’appoggio alle persone laiche impegnate in America Latina e, al contempo, favorire in Italia la solidarietà con i popoli latinoamericani.
Oggi ricorrono i 60 anni dalla nascita di un’organizzazione, con sede a Verona, che, pur essendosi dovuta adattare a nuove sfide e modalità di cooperazione, ha mantenuto costante il suo impegno nel lavorare con le persone, per i diritti, nell’equità.
I festeggiamenti con la collettività e una serie di eventi sono rimandati al 31 maggio, in un evento pubblico a Villa Buri. Ma la data ufficiale in cui Progettomondo ha gettato le fondamenta ricorre oggi.
“Dal 1966 l’impegno è cresciuto, l’organizzazione si è strutturata, dandosi uno statuto nel 1972 e, con il boom di attivismo che ha caratterizzato gli anni ’80 le persone volontarie sono diventate oltre duecento”, evidenzia il presidente di Progettomondo, Mario Mancini. “Ma non era abbastanza. Già allora, Enzo Melegari, tra i primi obiettori di coscienza in Italia, nonché volontario, mente ispiratrice e presidente di Progettomondo, evidenziava che “c’è un’inquietudine che ci attraversa perché, dovunque volgiamo lo sguardo, troviamo segnali di un mondo troppo squilibrato”.
Da qui l’apertura all’Africa, sul finire degli anni ’90, fino all’approdo in Medio Oriente, nel 2023, in supporto al popolo palestinese, e la progressiva trasformazione del nome dell’associazione divenuto appunto Progettomondo. Perché, purtroppo, crisi, ingiustizie e fragilità non hanno confini.
Progressivamente si è assodato il ruolo di Progettomondo anche nell’ambito della Global Education, con laboratori, interventi e attività destinate a giovani di Verona, Europa, e non solo, per sviluppare senso critico, consapevolezza su tematiche di attualità come il cambiamento climatico e la parità di genere, sempre in un’ottica di inclusione e rispetto per i diritti umani.
“Alla base dell’impegno nel mondo, da sempre, c’è la co-progettazione con realtà e associazioni locali, protagoniste in ogni attività”, spiega Mancini. “Attività che, come emerge dalla situazione geopolitica attuale, sono però sempre più segnate da nuove, talvolta drastiche, complesse crisi umanitarie che spesso impediscono di poter procedere in una tradizionale cooperazione allo sviluppo a lungo termine, per doversi concentrare su necessità urgenti. Ma l’approccio a lungo termine resta la cornice delle progettualità, condivise con associazioni, realtà, istituzioni, comunità locali per garantire giustizia sociale, pari opportunità e diritti, e contribuire alla realizzazione di un mondo più equo. Il protagonismo per un mondo migliore è un impegno globale, collettivo, che prescinde dai ruoli e che ci chiama a Esserci. Presenti a noi stesse e a noi stessi, e all’umanità con cui condividiamo la terra”.