Sono tante le formazioni rivolti a produttrici e produttori selezionati dal progetto “Comunidades Resilientes”, in Honduras. Corsi su finanza, costruzione di un business plan, studio di mercato, commercializzazione, promozione, gestione del personale, hanno offerto loro una panoramica a 360 gradi sulla realizzazione efficiente di un’impresa territoriale. E ora i risultati si vedono.
“È come aver un bambino piccolo, il progetto cresce insieme a te e devi sapertene prendere cura in tanti aspetti”, commenta Greicy Ruiz nel raccontare nascita e sviluppo della Cooperativa Sol. “Ho sempre allevato galline ma non sono mai riuscita ad averne un numero consistente e a fare un lavoro a tempo pieno. Adesso grazie al sostegno e alle formazioni ricevute ho un pollaio di 300 metri quadri e 1.500 galline di cui prendermi cura. Sono orgogliosa che ora come gruppo abbiamo anche una nostra marca”.
I 23 microprogetti di produzione agroecologica, trasformazione di alimenti, allevamento e artigianato costituiscono uno dei risultati più importanti e tangibili di “Comunidades Resilientes”, la cui responsabile in loco è Cristina Porello di Progettomondo.
Dalle galline agli anacardi, il progetto che ha coinvolto produttori e produttrici con diverse specialità, ma con la stessa visione della sostenibilità ambientale, del ruolo centrale delle donne e dell’importanza di costruire anche nelle zone rurali opportunità lavorative dignitose.
“La nostra cooperativa è composta da 100 donne, ci occupiamo di trasformazione di anacardi biologici, lavoriamo il seme del frutto di questo bellissimo albero da anni. Adesso però abbiamo delle confezioni grazie a cui lo vendiamo con una bella presentazione e abbiamo iniziato a esportare in Europa, è una grande soddisfazione sapere che il nostro lavoro arriva così lontano”, racconta Maria Antonia Lopez della “Sureñita”.
In Honduras in generale, e in particolare nella zona del Corredor Seco dove interviene il progetto, sono tantissime le persone a dover emigrare per mancanza di opportunità lavorative. Prosegue Maria Antonia: “Per noi è davvero fondamentale non dovercene andare, rimanere vicino alle nostre famiglie e amicizie, offrire opportunità lavorative alle donne del territorio e avere una prospettiva di crescita. Lavorare nella zona rurale, nei processi agroecologici che abbiamo imparato a sviluppare, è una continua scoperta di nuove opportunità su come generare processi di economia locale e di scambio”.
L’agroecologia crea delle connessioni importanti tra chi produce alimenti e chi alleva del bestiame, con la giusta rete si possono quindi sfruttare in modo efficiente ed estremamente economico il concime e gli scarti organici, uscendo dalle regole di un mercato che vorrebbe la zona rurale dipendente dall’acquisto di pesticidi, semi e strumenti agricoli cari e poco sostenibili. L’agroecologia ha bisogno però di tempo e una buona dose di sogni e coraggio.
“Il nostro slogan è “Un sogno diventato realtà”, i sogni si possono realizzare, è importante però incanalarli in un progetto strutturato e avere delle buone guide come è stato per noi. Tutto il personale tecnico ci ha accompagnato e ispirato” conclude Maria Antonia.
Il progetto, una volta concluso, avrà la grandissima sicurezza di continuare i suoi passi grazie a Fundación Chultuteca, partner locale che proseguirà con l’assistenza tecnica e formativa per le cooperative e le associazioni coinvolte sul territorio.
“Sono davvero innamorato di questo lavoro”, dice Nelson Betaco, che si occupa di seguire il percorso come responsabile per Fundación Chuluteca. “Poter aiutare le persone a realizzare i propri sogni è qualcosa che mi riempie il cuore. Vedere come le produttrici e i produttori riescono ad avere ora ingressi economici stabili, come le donne sono leader di alcune delle imprese, come al di là dei ruoli si generino amicizie e relazioni profonde è davvero potente”.