“Il libro come oggetto di memoria, come documento per condividere. […] Un nuovo strumento per non dimenticare e cercare la riparazione”.
È quanto si legge scorrendo le pagine di “Tsiuni. Nuestras historias silenciadas”, un libro di recente pubblicazione sull’orrore dello sfruttamento cauchero in Perù, che contiene anche un prezioso contributo di Francisca Orrego Galarce, giovane cilena e romagnola che ha di recente concluso un anno di Servizio Civile in Perù con Progettomondo.
A nome della sezione di Popoli Indigeni e Giustizia Costituzionale di IDL, Francisca ha analizzato e presentato le basi giuridiche del diritto alla verità, tanto nel sistema giuridico nazionale peruviano, come nel sistema interamericano e in quello internazionale dell’ONU. Lo scritto si intitola “Fundamentos jurídicos del derecho a la verdad. La base legal de la demanda del Colectivo Tsiuni”, in italiano “I fondamenti giuridici del diritto alla verità. La base giuridica del ricorso del Colectivo Tsiuni”.
Da agosto 2025 a giugno 2026, Francisca è stata a Lima, per il suo anno di Servizio Civile Universale con Progettomondo, dove si è inserita nel team di Popoli Indigeni e Giustizia Costituzionale di IDL – Instituto de Defensa Legal. IDL è un’Ong storica in Perù che fin dagli anni 80 lavora per la promozione e la difesa dei diritti umani, la democrazia e la pace in Perù.
“Dal 2024, la sezione di Popoli Indigeni e Giustizia Costituzionale di IDL accompagna il Colectivo Tsiuni, un gruppo di circa 40 giovani indigeni dell’Amazzonia peruviana, provenienti da più di 10 diversi popoli indigeni, che sta lottando per il riconoscimento del diritto alla verità e affinché venga instituita una Commissione della Verità per investigare le gravi violazioni di diritti umani commesse contro i loro antenati durante l’epoca dell’estrattivismo del caucciù in Amazzonia”, spiega Francisca.
“Durante questo periodo, il cui picco va dal 1880 al 1920, ma con dati che indicano ci sia stata una seconda ondata di sfruttamento durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, le popolazioni indigene dell’Amazzonia furono soggette a gravi e sistematiche violazioni di diritti umani da parte dei cosiddetti caucheros, imprenditori del caucciù, con la tolleranza e la complicità dello Stato. I caucheros svilupparono un modello di sfruttamento basato sulla depredazione della natura amazzonica e su rapporti di produzione di carattere schiavistico. Le punizioni per la mancata raccolta del caucciù richiesto includevano: uccisioni, mutilazioni, tortura, privazione di cibo, insieme ad altre barbarie”.
A fine 2025, il Colectivo Tsiuni ha presentato ricorso costituzionale contro lo Stato del Perù affinché si inizi un processo di giustizia transizionale. “Grazie al mio Servizio Civile con Progettomondo e con partner IDL ho potuto accompagnare il Colectivo Tsiuni nella sua lotta”, aggiunge orgogliosa Francisca. “I giovani e le giovani del Colectivo sono impegnati in processi di ricostruzione della propria identità e memoria collettiva. A tal proposito, Radio Ucamara, Colectivo Tsiuni e l’Università di Barcellona, sono entrati in collaborazione per realizzare un libro che raccoglie alcune testimonianze di chi ha vissuto l’orrore dello sfruttamento cauchero.
Il libro “Tsiuni. Nuestras historias silenciadas” è disponibile in spagnolo e in catalano nel suo formato pdf a libero accesso. Da pagina 116 a 123 del libro (59-62 del pdf) si legge il contributo di Francisca.
La foto del murale è stata scattata da Francisca a Nauta, dove è stato presentato il ricorso legale.
L’opera è stata realizzata da artisti indigeni della Escuela de Arte Purawa.