“La più grave dichiarazione di guerra all’umanità, non armata, arrivata dall’Occidente e in particolare dagli Stati Uniti, è stata il taglio del 90% dei fondi alla cooperazione internazionale e il ritiro per la seconda volta degli accordi sui cambiamenti climatici”.
Sono queste le parole, del presidente di Progettomondo, Mario Mancini, che introducono il Bilancio sociale 2025, di recente pubblicato sul nostro sito.
L’amministrazione statunitense ha infatti tranciato drasticamente i programmi di finanziamento gestiti da USAID, l’agenzia governativa degli Stati Uniti responsabile della pianificazione e della gestione della maggior parte degli aiuti civili e umanitari destinati ai Paesi esteri.
“Togliere risorse alla cooperazione e voltare le spalle agli impegni sul clima“, per Mancini “significa dire a milioni di persone “sono affari vostri”. È una scelta politica. E come ogni scelta politica produce effetti concreti“.
Quando si tagliano i fondi alla cooperazione internazionale, le conseguenze non restano dentro un bilancio pubblico. Arrivano nei centri di salute che chiudono, nei programmi nutrizionali interrotti, nelle scuole che perdono sostegno, nelle comunità lasciate sole davanti alla crisi climatica, alla fame, alle malattie, alla povertà.
Per noi cooperare vuol dire assumersi una responsabilità: stare accanto alle comunità più esposte, proteggere i diritti, sostenere percorsi di autonomia, lavorare perché nessuna persona venga abbandonata quando le crisi diventano più dure. Perché la cooperazione internazionale è una parte essenziale della giustizia globale.
Negli ultimi anni Progettomondo è impegnata in un significativo percorso di rinnovamento di ordine organizzativo e strategico, con la stesura del Piano Strategico 2025 – 2028, partito da un lavoro di verifica e valutazione del Piano Strategico precedente, che aveva già portato a una strutturazione delle nostre attività su vari livelli: Settori, Programmi, Progetti.
La novità del nuovo Piano strategico, oltre alla ridefinizione dei programmi, riguarda una più chiara e consapevole strategia di intervento in contesti di crisi prolungata. Progettomondo, pur mantenendo fede al proprio mandato statutario, che si basa su un approccio alla cooperazione fondato sul partenariato e sul rafforzamento dei sistemi comunitari, si è per forza di cose dovuta dotare di altri approcci più legati alle crisi umanitarie e ai contesti di emergenza, ormai sempre più diffusi.
Nel gergo tecnico tali approcci si definiscono LRRD (Linking relief rehabilitation and development) e triplo Nexus (Umanitario-pace-sviluppo), e comportano un costante adattamento alle situazioni in cui si opera, associando alle attività orientate al cambiamento nel medio e lungo termine, anche azioni più specificamente finalizzate a rispondere a problemi immediati e impellenti. Questi approcci sono maturati negli ultimi anni, a partire dalla situazione degli scenari operativi sul campo, caratterizzati, in diversi casi, dalla presenza di conflitti armati, con le loro inevitabili conseguenze, come la crescente violenza, lo spostamento forzato di persone, la perdita di capacità produttive. Ma ora si sono più specificatamente formalizzati.
Nei Paesi considerati più stabili dal punto di vista istituzionale e sociale, continua invece l’impegno a costruire quelle condizioni di rafforzamento di processi di innovazione sociale, come nel caso della migrazione, della giustizia riparativa, dell’empowerment economico delle donne o della democrazia alimentare. Inoltre, in Italia e in Europa l’impegno nella Global Education ci porta a una costante ricerca per dare risposte alle crescenti esigenze della popolazione giovane e delle comunità locali, riguardo alla partecipazione negli spazi decisionali e al rafforzamento di comunità educanti come motore di cambiamento e di coesione sociale a livello territoriale.
Questo Bilancio Sociale evidenzia i primi risultati di questa nuova fase, che vuole rispondere con pertinenza ed efficacia alle sfide di un contesto molto complesso, sia negli strumenti utilizzabili, che nelle possibilità stessa di continuare a fare solidarietà internazionale. I risultati, seppure inseriti in una delimitazione temporale, vanno letti in una prospettiva dinamica, poiché i cambiamenti che Progettomondo intende perseguire sono l’esito di un concorso di azioni che si susseguono nel tempo in forma interconnessa, in cui il perseguimento della pace e della stabilità sociale restano alla base delle azioni di sviluppo.
Ogni giorno decine di colleghe e colleghi, in Italia e nel mondo, contribuiscono a raggiungere i risultati esposti, si impegnano con convinzione sulla rotta di questo percorso di equità sociale, che vede sempre al centro le comunità locali, vero motore di un cambiamento sostenibile e duraturo.