In un contesto caratterizzato da sfide sociali ed economiche, Progettomondo, presente in Tunisia dal 2023, ha scelto di impegnarsi in attività rivolte ai giovani e alle donne, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione comunitaria e di offrire spazi di crescita attraverso l’associazionismo, la cultura e lo sport. Questo impegno si è concretizzato nel progetto SurMaRoute, che si è concluso di recente.
Il progetto ha raggiunto circa 2.400 giovani in diverse regioni del Paese, dal Grand Tunis fino ai governatorati di Sousse, Mahdia, Sfax e Medenine. La collaborazione con le organizzazioni della società civile locali ha permesso di radicare le attività nei territori e di utilizzare spazi già attivi come le maisons des jeunes e le scuole. In questi luoghi si sono svolti laboratori teatrali che hanno dato ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di esprimersi e di confrontarsi su temi legati alla loro quotidianità. Il teatro è stato scelto come strumento educativo e creativo, capace di stimolare la riflessione e di rafforzare la coesione sociale, trasformando il palcoscenico in un luogo di partecipazione e di crescita.
Tra le voci che hanno accompagnato questo percorso c’è quella di Nabila Takali, professoressa di educazione civica al Lycée Sportif Pierre de Coubertin di Delmanzah, che racconta: «Vedere i miei studenti evolvere e cambiare il loro modo di pensare è una vera ricompensa per me come insegnante e animatrice». Nel corso delle attività, ragazze e ragazzi hanno potuto vivere esperienze creative e simboliche, come la realizzazione di una scultura collettiva che, riferisce Nabila “si è trasformata in un oggetto portatore di senso, un po’ come un serbatoio di idee e di valori che guideranno studentesse e studenti nei loro progetti di futuro“.
La docente sottolinea inoltre il valore del percorso educativo, ricordando come «studenti e studentesse hanno potuto rendersi conto che esistevano numerose soluzioni per garantirsi un futuro stabile e prospero […] hanno capito che percorsi strutturati e legali sono alla loro portata, permettendo loro di riuscire preservando al tempo stesso la loro sicurezza». Conclude Takali: «Sono fiera di aver potuto raccogliere questa sfida e di constatare che ha dato i suoi frutti».
Lo sport ha rappresentato un altro pilastro del progetto. I tornei di calcio organizzati nei diversi governatorati hanno offerto occasioni di incontro e di inclusione, favorendo la partecipazione di giovani provenienti da contesti differenti. Il calcio, linguaggio universale per le nuove generazioni tunisine, ha permesso di creare momenti di aggregazione e di amicizia, rafforzando valori di collaborazione e rispetto reciproco.
Parallelamente, SurMaRoute ha valorizzato il ruolo delle donne attraverso il sostegno ai club des mères, spazi comunitari che hanno coinvolto famiglie e associazioni locali. In questi contesti si sono svolti incontri e attività di supporto, con l’obiettivo di rafforzare la presenza femminile e di creare reti di solidarietà. La partecipazione delle donne è stata significativa e ha contribuito a rendere il progetto più inclusivo, radicandolo ulteriormente nella società tunisina.
SurMaRoute è stato realizzato in Tunisia e Marocco con un approccio speculare, finanziato dall’Unione Europea e portato avanti insieme a partner internazionali come CIES Onlus, FAMSI e GRDR. In Marocco, le attività hanno coinvolto educatori e comunità locali, rafforzando la consapevolezza e la partecipazione dei giovani. In entrambi i Paesi, il progetto ha dimostrato che la cooperazione internazionale può tradursi in esperienze concrete e durature, capaci di offrire strumenti di crescita e di partecipazione.
Con la conclusione di SurMaRoute, Progettomondo ribadisce la propria missione di accompagnare giovani e donne verso scelte consapevoli, valorizzando la cultura, lo sport e la comunità come strumenti di crescita e di inclusione. Tunisia e Marocco hanno rappresentato due contesti diversi ma complementari, uniti dalla stessa sfida: offrire alle nuove generazioni opportunità di espressione e di partecipazione.
SurMaRoute ha dimostrato che quando giovani e donne trovano spazi per esprimersi, la comunità intera cresce. Il progetto si conclude, ma resta l’eredità di un percorso che ha aperto porte, costruito legami e dato voce a una generazione pronta a trasformare il proprio futuro.